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POLITICA
30 maggio 2008
Quale democratica 'id-entità' ?
All'indirizzo http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/alema_laicita_fcbd3886-2c76-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml
il testo integrale della lettera di Massimo D'Alema, pubblicata il 28 maggio dal Corriere della Sera, dalla quale sono estratti i passaggi che qui seguono:

"Vorrei ricordare che, nel dibattito contemporaneo, vengono proprio dall'interno del mondo cattolico le espressioni più inquiete e preoccupate per una possibile commistione tra fede e politica, tra religione e potere. Ha scritto Gustavo Zagrebelsky nel suo «Contro l'etica della verità»: «La Chiesa cattolica è direttamente coinvolta. Le si offre l'occasione di una rivincita con un aspetto costitutivo del "mondo moderno", la democrazia: una rivincita che una parte di essa forse ha sempre desiderato e aspettato. I nostri procacciatori di identità sono i nuovi teologi politici. Essi, in mancanza di chiese d'altro genere — ideologie forti e globali, filosofie della storia, promesse messianiche —, si rivolgono a quella che pare loro l'odierna depositaria di valori identitari utili alla loro battaglia, la Chiesa cattolica, e le offrono un'alleanza. È la grande tentazione del nostro tempo, una delle tre tentazioni sataniche di Gesù di Nazareth nel deserto, la tentazione del potere»".

"Questo nodo del rapporto tra religione e potere non è certo un tema nuovo. Ha assunto una rinnovata centralità nel confronto culturale e politico proprio di questo tempo a seguito della crisi delle società occidentali di fronte ai mutamenti rapidi e sconvolgenti e alle drammatiche sfide legate alla globalizzazione. C'è una nuova destra politica e intellettuale che si volge ai valori religiosi della tradizione giudaico-cristiana come condizione perché l'Occidente ritrovi l'orgoglio di una propria identità nella sfida o persino nel conflitto con altre civiltà. Vi sono molte testimonianze di questa sovrapposizione crescente fra discorso politico e valori religiosi."

"Davvero, allora, come è stato scritto, lo stato laico secolarizzato prigioniero ormai del relativismo etico ha bisogno di un fondamento religioso per giustificare se stesso?"

"Nel pluralismo c'è anche la garanzia più forte della libertà della Chiesa: libertà di parlare all'insieme delle nostre società e non solo di una parte; libertà di sprigionare la carica di universalità del messaggio cristiano che non può ridursi a «ideologia dell'Occidente »"

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In 'ragione' di quanto sopra richiamato, si apre dunque il dibattito sulla entità dell' 'id' e su quello che sono in grado di dirne credenti e 'miscredenti'.
CULTURA
29 maggio 2008
R&D Religione & Democrazia
MARINA DI CAMEROTA (SA), 23-25 MAGGIO 2008
Fondazione Italianieuropei - International Summer School

"Religione e democrazia" PDF Stampa E-mail

La Fondazione Italianieuropei ha organizzato la prima edizione dell'International Summer School di Filosofia e Politica sul tema “Religione e Democrazia”. La Scuola, rivolta anzitutto a un pubblico qualificato di studiosi e ricercatori, ha visto la partecipazione di docenti di fama internazionale. La Summer School si è svolta a Marina di Camerota (SA), dal 23 al 25 maggio 2008.

"La filosofia è il proprio tempo appreso in pensieri", diceva Hegel. Con questa affermazione sullo sfondo, la Fondazione Italianieuropei ha organizzato tre giornate di studio dedicate al tema "democrazia e religione" che hanno inteso declinarne in maniera problematica le rispettive pratiche.
Vi è oggi, indubbiamente, un ritorno della religione, di cui occorre tenere conto; l'esercizio della filosofia consiste però non nella mera descrizione, ma nella decostruzione di simili fenomeni culturali, nell'indagine circa i loro presupposti, nella ridefinizione della loro portata. In questa chiave, la democrazia e la religione non si presentano come sfere o dimensioni già date, già costituite, ma possono rimettersi in discussione proprio a partire dal loro confronto (o, forse, a partire dal loro scontro). Dappertutto vi sono segnali della necessità di una ridefinizione dei rispettivi ambiti. Spazi che un tempo erano rigidamente demarcati, o che si pensava potessero essere precisamente definiti, oggi non lo sono più, o lo sono sempre meno. Per questo motivo, la riflessione critica deve essere incessante, e la filosofia intende offrire il proprio contributo in tal senso.

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In relazione a quanto precede, si segnalano qui a seguire due link ad altrettanti sondaggi realizzati sul sito dell'UAAR, nell'auspicio che si sviluppi in materia un dibattito aperto, civile e costruttivo

http://www.uaar.it/forum/viewtopic.php?t=1705&highlight=

http://www.uaar.it/forum/viewtopic.php?t=1712&highlight= 

POLITICA
20 febbraio 2008
Quali 'radici' per l'Europa?

ROMA, 13-15 SETTEMBRE 2007
SIFP -  SOCIETA' ITALIANA di FILOSOFIA POLITICA

Religione e politica nella società post-secolare


PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

Stiamo assistendo a una rimodulazione del rapporto moderno fra politica e religione anche in Occidente e a un ripensamento del ruolo del fenomeno religioso nelle società complesse? Il concetto di laicità delle istituzioni necessita di una riflessione alla luce delle nuove costellazioni emerse?
La religione è tornata prepotentemente sulla scena politica non a caso dopo il 1989. Già da tempo sociologi, politologi e studiosi del fenomeno religioso ci avvertivano sul “riemergere” di un bisogno di sacro in realtà mai tramontato, sull’importanza crescente che i riferimenti religiosi assumono per un numero sempre crescente di individui e gruppi. È innegabile che oggi la religione intesa in senso ampio – azioni ad essa ispirate, rivendicazioni avanzate in suo nome, conflitti che ne traggono origine – sia al centro dell’attenzione pubblica quotidiana di credenti e inevitabilmente, per riflesso, anche dei non-credenti.
Cresce soprattutto la domanda di un ruolo più pubblico per la coscienza religiosa. Un ruolo pubblico che non la mortifichi nel “privato delle coscienze”, perché una religione privatizzata è altrettanto mortificata di una lingua “privatizzata”. Far quadrare questa domanda di de-privatizzazione della religione con l’irrinunciabile laicità delle istituzioni è la sfida a cui il pensiero liberale e democratico si trova di fronte. Una sfida che va affrontata ripensando a fondo che cosa vuol dire e che cosa non vuol dire laicità delle istituzioni nel XXI secolo.
Il convegno ha avuto per oggetto questo ripensamento della separazione fra religione e politica in un contesto nuovo, segnato dalla consapevolezza dell’ineliminabilità di un momento pubblico della coscienza religiosa. 

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Testo di riferimento:

 Jürgen Habermas
"The Resurgence of Religion - A Challenge for a
Secular Self-understanding of Modernity?"
 

 






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